venerdì 19 ottobre 2012

dalla rivista "Vero" dell'11 ottobre 2012

 
Voglio vedere se esiste ancora qualcuno che sostiene che le bici non siano importanti!

come comportarci quando si danneggia la filettatura.



Filetto spanato? No problem!

di Daniel Naftali
La scorsa settimana ci eravamo occupati di come estrarre una vite spezzata o con la testa danneggiata. Tuttavia sappiamo benissimo che può capitare che a danneggiarsi non sia la vite, ma la filettatura della madrevite. Vedremo in questo articolo come comportarci per ripristinare una filettatura danneggiata.
Perché si danneggia il filetto?
I componenti delle nostre mountain bike sono quasi sempre realizzati in leghe di alluminio, per essere i più leggeri possibile. Attacchi manubri, mozzi, foderi della forcella: l’alluminio sulle nostre bici è ovunque. L’alluminio come ben sappiamo è un materiale estremamente duttile e basta poco per danneggiarlo.
Per esigenze costruttive e perché sulle bici non sono necessarie quasi mai coppie di serraggio molto elevate, il foro e la filettatura su cui va ad avvitarsi la vite (in termine tecnico “madrevite”) è realizzata quasi sempre in questo materiale. La vite invece è generalmente in acciaio, anche se esistono viti in ergal o titanio.

Filettatura spanata su di una pedivella: un problema piuttosto comune.
Risulta quindi piuttosto ovvio che essendo la vite realizzata in un materiale molto più resistente di quello della madrevite, la parte più debole dell’accoppiata rimane la mdrevite. Se qualcosa non va quindi non sarà quasi mai la vite a danneggiarsi, statene pur certi!
Le cause che provocano il danneggiamento della madrevite sono essenzialmente due:
- Viti eccessivamente strette: se si stringono eccessivamente le viti, queste eserciteranno un’elevata forza di trazione sul filetto, che può quindi rompersi. Per prevenire questo problema bisogna non eccedere con le coppie di serraggio, rispettando quanto previsto dal produttore e facendo uso della chiave dinamometrica.
E’ un classico delle viti delle pinze dei freni, delle viti degli attacchi manubrio, delle viti dei dischi, ecc.
- Viti avvitate storte: se si forza una vite ad entrare storta nel filetto, essendo di materiale più duro della madrevite, può crearsi un nuovo filetto, danneggiando quello originario. Per evitare ciò non bisogna mai forzare le viti se non entrano con facilità, evitando di usare avvitatori elettrici ed imparando a sentire quando la vite entra correttamente.
Questi problemi si presentano spesso sui pedali o sulle calotte dei movimenti centrali filettati.
Quando il danno ormai è fatto
Se prevenire è sempre meglio che curare, tuttavia esistono diverse soluzioni per ripristinare una madrevite danneggiata. Vedremo qui di seguito le principali soluzioni utilizzate in ambito ciclistico.
FILETTATURA PARZIALMENTE DANNEGGIATA: RIMASCHIATURA DEL FILETTO
Spesso può capitare che la filettatura non sia completamente spanata, ma sia danneggiata solo parzialmente. E’ il tipico caso della calotta del movimento centrale avvitata storta: la calotta mangia solo le prime spire del filetto, mentre le restanti rimangono “sane”. Questo inconveniente può comunque riguardare altri componenti, come gli attacchi dischi sui mozzi o le viti di fissaggio delle pedivelle.
Se il filetto non è completamente danneggiato è infatti sufficiente ripristinare la filettatura, rimuovendo le spire danneggiate e consentendo alla vite di arrivare a prendere sulle spire rimaste sane. Non è infatti necessario che tutta la vite prenda sulla filettatura, basta che una porzione di essa faccia presa.
Per fare ciò è necessario rimaschiare il filetto. Per fare questo dobbiamo procurarci un maschio di diametro e passo adeguato ed un giramaschi a mano:

Il maschio non è altro che una punta simile a quelle dei trapani. L’unica differenza è che le punte dei trapani creano un foro rotondo, il maschio invece allarga un foro esistente scavando della parete la filettatura.
Nel nostro caso non dobbiamo creare il foro, ma semplicemente ripassare la filettatura, quindi non dobbiamo forare.
Montiamo il maschiosul giramaschi. Nel caso delle scatole dei movimenti centrali le maschiatrici prevedono un sistema di fissaggio che assicura la perfetta ortogonalità del maschio rispetto alla scatola del movimento centrale, nel caso di altre viti invece bisogna essere precisi e lavorare correttamente in asse.
Si posiziona il maschio e si inizia a girare. Può essere opportuno utilizzare dell’olio da taglio, anche se comunque l’alluminio è tenero e molto facile da filettare.

Rimaschiatura scatola movimento centrale
Completata la maschiatura si procede con il controllare la vite. Se la filettatura della vite non è danneggiata (nel caso delle calotte è molto difficile, ma le viti in acciaio di solito non si danneggiano nell’alluminio) ed è integra, procediamo con l’avvitare la vite, controllando che faccia presa adeguatamente.
Se le spire di filetto sono sufficienti a garantire il corretto serraggio della vite, allora abbiamo risolto. Può essere consigliabile, una volta accertato che la vite faccia presa, rimuoverla ed applicare del frenafiletti.
Se invece la vite gira a vuoto e non fa presa, possiamo provare a sostituirla con una più lunga. Se anche così non dovessimo risolvere, allora non ci resta altro che allargare il foro e rifilettare.
FILETTATURA COMPLETAMENTE DANNEGGIATA: ALLARGAMENTO DEL FORO
Se il filetto della madrevite è completamente spanato, allora non ci resta che riforare con un diametro maggiore e realizzare un nuovo filetto.
Una soluzione semplice ed economica, che tuttavia non si può sempre applicare perché spesso le dimensioni della vite sono obbligate, consiste nell’allargare il foro, rifilettare ed utilizzare una vite più grossa. Di solito si passa al diametro immediatamente successivo, ad esempio da un M4 ad un M5.
Prima di allargare il foro però dobbiamo fare una considerazione. L’allargamento di un foro, specie se questo è posizionato molto vicino al bordo dell’elemento, provoca un indebolimento dello stesso. Se quindi il foro è troppo esterno, bisogna assicurarsi che l’allargamento non provochi una potenziale rottura durante l’utilizzo.
Se lo spessore tra il foro ed il bordo è pco, è meglio utilizzare l’Helicoil.
Detto questo, vediamo come procedere per allargare il filetto.
Innanzitutto si deve forare. Per fare questo ci serve una punta da ferro ed un trapano.

Il diametro della punta dev’essere leggermente inferiore rispetto a quello della vite che andremo a posizionare. Se ad esempio abbiamo una vite M4 spanata e vogliamo realizzare un filetto M5, dovremo forare con una punta da 4,5mm. Sulle filiere maschiatrici comunque è sempre riportato il diametro della punta da utilizzare.
Allargato il foro e ripulito dai residui di metallo, si può procedere con la maschiatura. Si utilizza sempre un maschio, un giramaschi a mano e dell’olio da taglio per ridurre la frizione.

Tris di filiere M5
I maschi di buona qualità sono generalmente forniti a set di tre. Qui in foto vediamo, partendo da sinistra verso detra, lo sgrossatore (una tacca), l’intermedio (due tacche) ed il maschio finale. E’ facile comprendere come vadano usati nell’ordine. Prima lo sgrossatore, per cominciare a creare un primo filetto, poi l’intermedio ed infine il maschio vero e proprio per rifinire.
Una volta rimischiato, la vite si dovrebbe inserire senza sforzo.
FILETTATURA COMPLETAMENTE DANNEGGIATA: HELICOIL
Una soluzione molto apprezzata dai meccanici di tutto il mondo per ripristinare i filetti spanati sono gli Helicoil.
L’Helicoil è una spirale in acciaio a sezione romboidale, che si applica all’interno di una madrevite, opportunamente allargata e filettata, per ripristinarne la filettatura:

Il funzionamento è semplice. La spirale si interpone tra madrevite (allargata) e vite, consentendo il ripristino del filetto.
Il vantaggio di questa soluzione è il piccolo ingombro della spirale. Per ripristinare il filetto è generalmente sufficiente ingrandire il foro di 0,3mm evitando quindi problemi legati all’indebolimento del componente. Lo svantaggio invece è il costo, più elevato rispetto alle altre soluzioni.
Esistono in commercio dei kit che comprendono tutto il necessario:

Kit ripristino filettatura con Helicoil
Generalmente sono composti da:
- una filiera specifica per l’Helicoil (non si tratta di una generica filiera a passo ISO in quanto il filetto esterno dell’Helicoil è particolare)
- Una guida per l’inserimento
- Uno o più Helicoil
- Un’eventuale punta per pulire il vecchio filetto ed allargare opportunamente il foro
La procedura di installazione è la seguente.
1) Pulizia vecchio filetto: con una punta di diametro opportuno foriamo rimuovendo il vecchio filetto. Generalmente si dovrebbe utilizzare una punta di diametro pari al diametro della vite più 0,3mm. Nel caso di una vite M4 ad esempio si dovrebbe utilizzare una punta da 4,3mm. In pratica però, specialmente nell’alluminio, possiamo utilizzare anche una punta pari al diametro della vite (nel nostro caso da 4mm), più facile da reperire.
Prestiamo attenzione a forare dritti!
2) Maschiatura: con l’apposita filiera procediamo con la maschiatura a mano della madrevite. All’inizio la filiera fatica ad entrare se non si usa la punta specifica, ma con un po’ di pressione si supera questo inconveniente. Quando poi il filetto ha fatto presa, la filiera procede con maggior facilità.
Per la filettatura è consigliabile utilizzare dell’olio da taglio, oppure del WD40.
Ripassiamo più volte il filetto, girando e rigirando il maschio, rimuovendo tutti i trucioli che si vanno a formare.
3) Applicazione dell’Helicoil: posizioniamo l’Helicoil sull’apposito strumento per l’inserimento, naturalmente con la linguetta trascinatrice verso la punta ed opportunamente inserita nella scanalatura. Fissiamo lo strumento sul giramaschi e inseriamo la spirale come fosse una normale vite fino a che l’ultima spira è entrata nella sede.
4) Rimozione trascinatore: girando in senso antiorario, o dando un colpo con un cacciavite, rompiamo il trascinatore. Assicuriamoci che il trascinatore non rimanga nel foro ed il nostro filetto è stato completamente ripristinato.

Helicoil correttamente inserito
L’Helicoil è particolarmente indicato per le nostre biciclette, in quanto consente di ripristinare la filettatura senza bisogno di allargare eccessivamente il foro.
Questa soluzione è consigliata per gli attacchi post mount sui foderi delle forcelle, per gli attacchi dei dischi freno a vite e per tutte quelle situazioni in cui è impossibile allargare il foro ed utilizzare una vite più grossa.
Si tratta inoltre di una soluzione definitiva che ripristina le proprietà meccaniche della filettatura. L’Helicoil, specie se di tipo autobloccante, previene poi l’allentamento accidentale della vite.
FILETTATURA COMPLETAMENTE DANNEGGIATA: BUSSOLA CON DOPPIA FILETTATURA
Una soluzione molto utilizzata quando si ha a che fare con forcellini cambio o pedivelle, è la bussola con doppia filettatura.

Come si vede dall’immagine, si tratta di una bussola che presenta due filettature: una interna, di diametro e passo corrispondente a quello della vite (pedale o deragliatore), ed una esterna, di diametro maggiore, che si va a fissare nel componente.
L’installazione prevede semplicemente di allargare e rifilettare il foro, in modo da creare una nuova filettatura che sia adatta a quella esterna della boccola.
Si applica quindi del frenafiletti permanente, di tipo forte (rosso), e si inserisce la boccola. La boccola è ora fissa in sede ed il pedale o il deragliatore possono avvitarsi come prima.
Naturalmente è estremamente importante, specialmente se si lavora su di una pedivella, la perfetta ortogonalità del foro. E’ quindi consigliabile lavorare con un trapano a colonna.
Con questo è tutto.
In questi ultimi due articoli ci siamo occupati di come rimuovere le viti spanate e di come ripristinare i filetti. Oramai sappiamo cosa fare in ogni evenienza, sia che il problema riguardi la vite che la madrevite.
Il consiglio che do comunque, essendo queste delle operazioni non reversibili, è quello di procedere con cognizione. Se si fora troppo grosso, non si può rimpicciolire il foro, così come se si fora storti, non si può raddrizzare il foro. Si tratta di operazioni semplici, ma che richiedono attrezzatura adeguata ed in buone condizioni (non andate a recuperare le filiere di vostro nonno ricoperte di ruggine!). Nel dubbio, chiedete consiglio o aiuto a qualcuno più esperto.
Se avete dubbi o volete dei chiarimenti non esitate a chiedere, così come se volete aggiungere il vostro contributo, come sempre siete i benvenuti!

lunedì 15 ottobre 2012

ho dimenticato di inserire questa foto...

   
    Alex Zanardi, appena dopo il via alla Granfondo Campagnolo di Roma 2012

domenica 14 ottobre 2012

Granfondo di Roma 14 ottobre 2012

                                          In fila prima della partenza...
                                          Il mitico Zanardi
                                          Mancano pochi minuti al via...
                                      Partiti!
                                      Foto artistica
 
via dei Fori Imperiali dalla mia bici in movimento
 
Finalmente la tanto attesa Granfondo romana. Io non ho partecipato ma, stando davanti alla griglia di partenza, poco prima della partenza alle 9 del mattino, ho visto arrivarmi alle spalle Alex Zanardi. Devo dire che ho provato emozione per un uomo, che nonostante i suoi problemi fisici che tutti conosciamo, sprizza energia ed entusiasmo da tutti i pori! Ho visto il sindaco di Roma, Bettini, Chechi, Macchi ecc. Dopo lo scorrere dei 5500 partecipanti alla corsa, mi sono accodato con la mia biciclettina per un assaggio; via dei Cerchi, via Petroselli, via del Teatro Marcello, piazza Venezia, via dei Fori Imperiali, Colosseo, via di San Gregorio e di nuovo al punto di partenza di via delle Terme di Caracalla, corto ma molto piacevole, i turisti salutavano perfino noi ciclisti non partecipanti all'evento! La giornata nonostante la previsione meteo negativa, si è rivelata molto soleggiata e con un'ottima temperatura: non dimentichiamoci delle famose ottobrate romane...

martedì 2 ottobre 2012

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FAQ Biciclette elettriche

Qual’è la differenza tra pedelec ed e-bike?
Al momento ci sono 2 tipi di biciclette elettriche sul mercato. Alla pedelec, il motore elettrico reagisce al movimento dei pedali ma si ferma quando il ciclista smette di pedalare. In altri termini: la pedalata è assistita dal motore elettrico. La quantità di potenza erogata dal motore dipende dallo sforzo del ciclista che è rilevato da un sensore. Questo sistema è simile al servo-sterzo delle automobili. Diversamente dalle pedelec, una e-bike è una bicicletta elettrica che si muove senza che il ciclista debba agire sui pedali. La velocità è regolata o dalla pressione su un pulsante o azionando l’acceleratore. La forza esercitata dal ciclista sui pedali e la potenza erogata dal motore elettrico sono indipendenti l’uno dall’altro. Così che l’acceleratore e i pedali possono essere utilizzati in contemporanea cosa che non avviene con una pedelec.


Cosa dice la legge sulle biciclette elettriche?
In Europa, le leggi che regolamentano l’uso delle pedelec sono le stesse che regolano l’uso delle biciclette normali quando equipaggiate con motore elettrico di potenza inferiore a 250W e che offrono una pedalata assistita fino alla velocità massima di 25 km/h. Questo significa: nessun bisogno di una patente di guida, targa o assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile. Non c’è nemmeno l’obbligo di indossare il casco sebbene sia raccomandabile.
La e-bike, al contrario, è regolamentata secondo norme differenti rispetto alle biciclette normali poiché è mossa da un motore e non dai pedali Chi guida una e-bikes deve avere un’assicurazione, indossare il casco.


Come funziona una pedelec?
una bicicletta elettrica utilizza un motore elettrico nel mozzo della ruota tipicamente posteriore per sfruttare al meglio la batteria. La maggior parte delle biciclette elettriche usano un motore con potenza da 250W capace di far raggiungere la velocità massima di 25 km/h. Il motore e la batteria sono collegati alla guarnitura per l’ottimale distribuzione dei pesi.


Quali sono i vantaggi di una batteria agli ioni di litio rispetto ad altre batterie?
ci sono 4 tipi diversi di batterie utilizzate sulle biciclette elettriche. Le batterie SLA (sealed lead acid) tipo quelle utilizzate per le automobili. Le batterie nickel cadmium (NiCd) sono più leggere delle SLA ma non soddisfano più le norme per la salvaguardia ambientale. Le batterie nickel metal hydride (NiMH) erogano maggior potenza delle NiCd e sono pure molto più leggere. Le batterie tecnicamente più avanzate attualmente sul mercato sono lithium-ion che erogano maggior potenza di qualsiasi altra batteria.


Quanta cura e manutenzione è richiesta da una pedelec?
La batteria in particolare deve essere trattata con una certa attenzione. Suggeriamo di farla raffreddare dopo l’uso e prima della sua ricarica. Nonostante i più recenti caricabatterie indichino quando la batteria ha completato la ricarica, è consigliabile mantenerla in carica ancora un po’ in quanto nella fase finale la ricarica si rallenta. Buona norma è ricordare che quando il caricabatterie indica che la ricarica è completata in realtà lo è solo per il 90%.
E’ consigliato conservare la batteria a temperatura ambiente, evitando condizioni o troppo calde o troppo fredde. E’ opportuno far scaricare completamente la batteria le prime volte altrimenti si potrebbe ridurre la sua capacità di ricarica in futuro.
Alcune precauzioni sono consigliabili quando si pulisce la batteria e i contatti elettrici al fine di evitare l’infiltrazione dell’acqua nel sistema elettrico che potrebbe compromettere le performance della batteria.


Le pedelec sono rispettose dell’ambiente e sono economiche?
Poichè le pedelec utilizzano batterie ricaricabili invece di combustibili fossili, di fatto sono più efficienti e rispettose dell’ambiente. Costando solo €0.05 per 100 km, le Pedelec sono il mezzo a motore più economico per la mobilità.


Dove posso ricaricare la mia batteria?
Le Pedelec utilizzano una batteria rimovibile e uno speciale caricabatterie che può essere utilizzato in ogni presa di corrente. La batteria richiede circa 4 ore per raggiungere la carica piena, sufficienti per percorrere dai 50 km ai 70 km circa di percorso misto e più di 90 km in modalità ECO. I fattori che possono ridurre l’autonomia della batteria sono il peso del ciclista, lo stile della pedalata, la frequenza delle fermate e ripartenze, la pressione delle gomme, la selezione del livello di assistenza alla pedalata e le condizioni meteo.


Quanto dura la garanzia sulle pedelec?
dura 2 anni per la bicicletta ed un anno per la batteria.



Si possono usare le biciclette elettriche in caso di pioggia?
Si, ma è pericoloso a causa della diminuzione di attrito ruota asfalto, inoltre si deve prestare attenzione a non attraversare pozzanghere.


E' possibile lavare le biciclette elettriche?
Sì con panno umido, è sconsigliato l'uso di saponi e sostanze abrasive. Attenzione: l'uso diretto di getti d'acqua in direzione del motore o della batteria può danneggiare il circuito elettrico.


Di che tipo di manutenzione hanno bisogno le biciclette elettriche?
In generale non è necessaria nessuna manutenzione particolare. E' necessario controllare ogni tanto il serraggio della bulloneria e lubrificare la catena di trasmissione, i mozzi delle ruote. etc.


Le batterie al piombo si possono scaricare completamente?
No, le batterie al piombo non vanno mai lasciate scariche. Attenzione a non scaricarle mai a zero, altrimenti si danneggiano irreparabilmente. Si consiglia di ricaricare le batterie al piombo dopo ogni uscita in bici, anche se per soli 5 Km. Anche in inverno si consiglia l'uso della bici almeno una volta ogni 2 mesi e di rimettere sempre in carica la batteria.


Le batterie al Nickel usate nelle biciclette elettriche hanno effetto memoria?
Le batterie Ni-mh usate nelle biciclette elettriche non hanno effetto memoria e si possono ricaricare senza particolari accorgimenti. E' comunque consigliabile scaricare la batteria completamente ogni 2-3 mesi (basta pedalare a lungo fino a non sentire più la spinta del motore).


Perchè scegliere le biciclette elettriche con la batteria al Nickel?
Le batterie Ni-mh usate ultimamente nelle biciclette elettriche sono simili alle batterie usate nei cellulari. Sono molto leggere, si ricaricano più velocemente, e hanno una vita utile notevolmente superiore alle batterie al piombo. Sono la scelta inevitabile per tutti coloro che devono portarsi a casa la batteria per la ricarica. Il pacco batterie al piombo pesa dagli 8 a 12 Kg e non è certo facile da maneggiare.


A cosa serve il riduttore epicicloidale nelle biciclette elettriche?
Viene usato nei motori interni al mozzo per ridurre il rapporto di trasmissione fra motore e ruota. E' necessario per garantire buone prestazioni in partenza e in salita.


Le biciclette elettriche possono essere usate a motore spento?
Sulle biciclette elettriche con motore brushless si può pedalare, a motore spento, come su una normale bicicletta. Se il motore è di tipo tradizionale l'attrito rende la pedalata troppo difficoltosa.


Perchè scegliere biciclette elettriche con motore brushless?
Il motore brushless (senza spazzole) è un motore elettrico leggero, ad alto rendimento e minimo attrito.


È obbligatorio il casco sulle biciclette elettriche?
No, non è obbligatorio l'uso del casco sulle biciclette elettriche a pedalata assistita. E' comunque consigliato.


Le biciclette elettriche possono circolare su strada?
Si, le biciclette elettriche a pedalata assistita possono circolare ovunque, sia su strada che su pista ciclabile proprio come una comune bicicletta.


Quale è la potenza del motore nelle biciclette elettriche?
Per poter circolare su strada come comuni biciclette, la potenza massima consentita per legge è 250W. Alcune bici in commercio hanno motori da 180W che possono essere accettabili in pianura, ma non sufficienti in caso di salite.


A che velocità possono andare le biciclette elettriche a pedalata assistita?
Le biciclette elettriche devono avere la velocità massima limitata a 25 Km/h per essere a norma di legge.


Come funzionano le biciclette elettriche a pedalata assistita?
Le biciclette elettriche a pedalata assistita e-go sono comuni biciclette azionate da un motore elettrico che interviene in ausilio alla pedalata. Una volta esaurita la carica della batteria, si ricarica come un cellulare.
Vi consiglio di guardare questo sito  http://www.ecologiae.com/bicicletta-fotovoltaica/36285/ è interessante e attuale.Interessante questa dissertazione sui vari tipi di bici elettriche
se siete interessati, il 14 ottobre prossimo alle ore 9, partirà dalle Terme di Caracalla a Roma la "Granfondo di Roma". Sarà sicuramente un appuntamento interessante per gli appassionati di bici...